giovedì 27 settembre 2012

VIAGGIO AL NORD -Friuli Venezia Giulia


Quando
13/06/2012
Km percorsi
305
Itinerario
A27 - Vittorio Veneto Nord - S51 dir. Cadore - Pieve di Cadore - Pelos di Cadore - Laggio di Cadore - S619 - Sella di Razzo - Sauris - La Maina - Ampezzo - Priuso - Monte Rest - S552 - Tramonti di Sopra - Meduno - Maniago - Vivaro - Murlis - Cimpello - A28 - Portogruaro - A4 - S. Stino sul Livenza - Corbolone.
Note enogastronomiche
Locanda c/o campo sportivo Priuso
Prossima meta: Corbolone, frazione di San Stino sul Livenza. Da Mestre, poco più di 50 km. Diventano però 305 se si decide di raggiungerla passando per le Alpi Carniche. 
La giornata è di nuovo grigia: ahinoi, la pioggia ci accompagnerà anche oggi. Da Mestre di nuovo autostrada fino a Vittorio Veneto Nord, da dove imbocchiamo la S51 direzione Cadore. Raggiungiamo Pieve di Cadore, dove ci fermiamo in un delizioso bar per gustare un magnifico strudel casereccio. La sosta ci serve anche per studiare un po' il percorso. Oggi c'è veramente poco di programmato, ma il desiderio di avventura e di scoprire luoghi affascinanti e sconosciuti è comunque grande. Come scopriremo nel corso della giornata, il Friuli si presta infinitamente bene, una regione incantevole, ricca di tradizioni, dove la civiltà sembra sia passata di striscio, senza fermasi troppo. 
Da Pieve proseguiamo per Vigo di Cadore e inizamo la nostra salita per la S619, che preferiamo alla SS52 per Ampezzo. La strada sembra abbandonata da Dio. Attraversiamo la sella di Ciampigotto, dove due curiosi austriaci in BMW si fermano proprio accanto a noi per una foto veloce. Proseguiamo per la Sella di Razzo, che ci regalerà alcuni dei migliori scatti di tutto il viaggio.
Sella di Ciampigotto. Due austriaci si fermano per un veloce scatto proprio accanto a noi

Sella di Razzo

Sella di Razzo
Passiamo per Sauris, il comune più alto di tutta la regione Friuli Venezia Giulia, a ben 1362 m  s.l.m., un'isola linguistica germanofona, che ha potuto conservare intatta la propria lingua e le proprie tradizioni in virtù dell'isolamento che ha vissuto fino a pochi decenni fa.
Da Sauris proseguiamo per Ampezzo. Arrivati a La Maina, indecisi su come arrivare ad Ampezzo, optiamo per la strada più veloce, che però percorre delle avvincenti quanto pericolose gallerie di sampietrini umidi e scivolosi.
Poco prima di imboccare le gallerie


E' già passata l'ora di pranzo e il cielo grigio che ci accompagna da Pieve di Cadore non promette nulla di buono. La fame comincia a farsi sentire, ma non è facile trovare un posto dove mangiare.
Dopo un piuttosto lungo girovagare e qualche indicazione fornita in friulano stretto, nella frazione di Priuso troviamo un piccolo bar/ locanda dove ci accoglie una vecchia ma sagace signora che ci prepara un ricchissimo piatto di pasta al ragù. Ci intrattiene chiedendoci da dove veniamo e fornendoci qualche informazione stradale e suggerimenti su cosa visitare in zona.
Nella locanda, gustando la nostra pasta al ragù

Nel frattempo il tempo sembra peggiorare ancora, indossiamo così l'equipaggiamento antipioggia (cioè dire i nostri vecchi K-way) prima di intraprendere la salita sul monte Rest. Qualche goccia d'acqua ci coglie, la starda tortuosa è completamente bagnata, procediamo con cautela, ma procediamo. 
Tramonti di Sopra, di Mezzo, di Sotto, anche qui qualche impavido motociclista d'Oltralpe non manca.  Passiamo Meduno, e siamo a Maniago. Qui ci ritroviamo all'improvviso sotto una pioggia battente che costringerebbe quasi a fermarsi. La strada non riesce a drenare e la visibilità è molto scarsa, ma proseguiamo per Vivaro, dove ci lasciamo la perturbazione alla nostra destra. Poi Murlis, Cimpello, A28 e siamo a Portogruaro. Da qui, un altro breve tratto di autostrada A4 fino a San Stino sul Livenza, dove il peggiore sgrullone di tutta la settimana ci coglie proprio poco prima di raggiungere casa di mio zio Fabio. Siamo a pochi metri, il tempo di una telefonata per rintracciare la strada di casa loro, e siamo tutti bagnati. Facciamo il nostro ingresso in casa completamente zuppi, ma non siamo nella pelle e raccontiamo loro la giornata appena trascorsa.

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