giovedì 27 settembre 2012

VIAGGIO AL NORD - Garfagnana

Quando

09/06/2012

Km percorsi

420

Itinerario

GRA - Cassia - FI CERTOSA - A1 - A11 - PISTOIA - SS66 - San Marcello Pistoiese - Deviazione verso il Ponte Sospeso - Popiglio - SS12 - Bagni di Lucca - Bagni Caldi - Fornoli.


Note enogastronomiche

Azienda Agricola "La Torre" - Località La Torre - 55026 Fornoli - Bagni di Lucca (LU). Tel./fax 0583 805297 cell. +39 348 1549005 www.latorreagriturismo.com - info@latorreagriturismo.com 


Eccoci qui, non senza fatica, siamo riusciti ad organizzarlo: finalmente in procinto di partire per la nostra prima vera avventura motociclistica che ci porterà alla scoperta delle Dolomiti (e non solo). Con l'occasione, andremo a far visita ad amici a parenti "Polentoni" acquisiti che ci aspettano pronti ad acccogliere noi e le nostre quattro ruote (come sempre, due a testa!).
La nostra prima tappa avrebbe dovuto essere Mantova, ma per spezzare il viaggio e goderci qualche zona inesplorata della nostra amata Toscana decidiamo di effettuare la prima tappa in un agriturismo nei pressi di Bagni di Lucca.
Ore 8, siamo al box, già in ritardo rispetto alla tabella di marcia programmata: un matrimonio protrattosi fino a tardi la sera prima, ci costringe a rivedere i nostri programmi. Ultimi controlli, e, sovrastati da un cielo grigio, siamo già sulla Cassia, strada a noi ben nota che ci accompagna come sempre con le sue curve sinuose, la sua assenza traffico e i suoi scorci stupendi. Ci fermiamo per un pranzo al sacco nei pressi di Poggibonsi, intanto il caldo e l'umidità cominciano a farsi opprimenti. Giunti a Firenze, percorriamo un breve tratto di autostrada fino a Pistoia per accorciare un po' i tempi.

Imboccando l'autostrada
Qui, poco dopo il casello, fermi per un rifornimento, non possiamo non notare la grande affluenza di smanettoni. Scambiamo due chiacchiere con un motociclista del luogo, il quale ci spiega che il sabato pomeriggio la meta prediletta dai bikers del posto è la mitica Porrettana, che da Pistoia sale in un tripudio di curve a Porretta Terme.
Da Pistoia la SS66 ci porta a San Marcello Pistoiese. Proseguiamo deviando per Piteglio, perché incuriositi da un cartello indicante il Ponte Sospeso.
Per qualche info, http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sospeso_di_San_Marcello_Pistoiese.

Il Ponte Sospeso
Salto nel vuoto

Uno scatto sospesi nel vuoto non ce lo toglie nessuno, ma subito ripartiamo proseguendo per Popiglio. Circondati dal ovunque, la SS12 ci porta a Bagni di Lucca, Bagni Caldi a poi a Fornoli.
Bagni Caldi...Incantevole paesino della Garfagnana

Qui una stradina strettissima e ricca di tornanti si inerpica su per la collina, fino alla vetta dove un'antica torre Medievale è stata completamente ristrutturata per dar vita ad un agriturismo degno di nota. I gestori, due giovani ragazzi super indaffarati nella gestione della struttura, ci accolgono con cordialità e calore, regalandoci un soggiorno davvero speciale. 
Giunti a Fornoli, agriturismo "La Torre"
Appena sistemate le moto, ci buttiamo in piscina per un bagno ristoratore alla luce calda del tramonto. Una doccia, e poi a cena per gustare le specialità locali. L'atmosfera è sensazionale,  tanto verde e una posizione privilegiata per il nostro agriuturismo. Trascorriamo una serata di relax che ci servirà per affrontare la lunga strada verso le Dolomiti.

VIAGGIO AL NORD - Mantova









Quando
10/06/2012
Km percorsi
210
Itinerario
Castelnuovo di Garfagnana - Foce delle Radici - Pievepelago - Pavullo nel Frignano - Maranello - A1 - A22 DEL BRENNERO - PEGOGNAGA - San Benedetto Po'.
Note enogastronomiche
-
Il programma della giornata di oggi si prospetta abbastanza tranquillo. Ci godiamo infatti ancora per un po' il bellissimo luogo in cui ci troviamo (Fornoli, Garfagnana), per poi dirigerci verso Mantova, dove Alessia ci aspetta per il pranzo.
Prendendo spunto da percorsi suggeriti dalla Guida "L'Italia in moto"del Touring Club Italiano, ci dirigiamo verso Casetlnuovo in Garfagnana. Il clima frizzante, un cielo plumbeo e le strade deserte ci accompagnano  nei primi kilometri. Inizia la salita verso passo delle Radici. Un gruppo di Biemmewuisti ci supera lungo la strada, con i quali più volte ci avvicenderemo nel corso della salita. 

Sostando lungo la salita che ci porterà a Foce delle Radici

La strada non si presenta in ottime condizioni, ma la guida è comunque gradevole. Il tempo comunque non vuole saperne di migliorare. Giunti al passo, siamo dentro una nuvola. Da qui, inizia la discesa verso Pievepelago. Proseguiamo poi per Pavullo nel Frignano. La presenza di motociclisti (e smanettoni) inizia a farsi massiccia. Siamo in Emilia, ed il cielo viene ripulito da un forte vento. Proseguiamo per Modena, il traffico aumenta, e le curve diminuiscono. Ormai siamo in piena Pianura Padana. Risaliamo velocemente la A1 e la A22 accompagnati dagli odori forti dei campi: siamo in ritardo. Prendiamo l'uscita di Pegognaga, e dopo qualche incertezza per trovare la casa di Alessia ed Andrea, li troviamo con la tavola apparecchiata ad aspettarci.

In partenza da San Benedetto Pò (Mantova). Finalmente una foto assieme!











VIAGGIO AL NORD - Verona

Quando

11/6/2012

Km percorsi

300

Itinerario

A22 MANTOVA - VERONA NORD - SS12 - Rovereto - Calliano - S350 - Folgaria - Passo Sommo - Alpe Fiorentini - Folgaria - Mezzomonte - Serrada - Piazza - Valduga - Rovereto - Mori - Brentonico - Monte Baldo - Spiazzi - Caprino Veronese - SS12 - Verona.

Note enogastronomiche

-
Ben riposati, lasciamo San Benedetto Po' di mattina presto. Salutiamo Alessia ed Andrea per proseguire la nostra avventura. Questa volta ci aspettano le Alpi!.
In partenza da casa di Alessia e Andrea
Il percorso che ci attende ci è stato consigliato dal grande Strike, con in più qualche spunto preso dal sito di Freevax da uno dei suoi innumerevoli viaggi. Autostrada fino a Verona, da dove poi imbocchiamo la SS12 che sale verso Nord. Siamo sotto l'acqua. Giunti a Rovereto, prendiamo la S350, con l'intenzione di percorrere un giro ad anello in Folgaria. Si sale subito di quota, ma nonostante il meteo non dia segni di miglioramento, ci attrezziamo e continuiamo per la nostra strada. La "Meravigliosa Comunità Montana di Folgaria" ci accoglie deserta per una ricca colazione che ci offre l?opportunita di consultare per bene le cartine ed i percorsi della zona..  
Riscaldandoci in un piccolo bar
Decisi a proseguire il giro programmato, non appena usciamo dal bar,  un denso banco di foschia sommerge ogni cosa, sfumando qualsiasi contorno. Finiamo di coprirci con tutto l'equipaggiamento necessario, e ripartiamo. 
La Magnifica Comunità di Folgaria
Più saliamo di quota lungo la statale 350, più ci addentriamo in una densa coltre di nebbia. La temperatura è sempre più rigida. Daniele procede molto lentamente davanti a me, manteniamo la distanza di sicurezza ma la visibilità è davvero ridotta. Lui è solo una macchia informe che procede dinnanzi. Un'infinità di gocce d'acqua si deposita sulle visiera, peggiorando ancora di più le condizioni di guida. Forse è il caso di tornare indietro, lo pensiamo sì, ma la voglia di andare avanti è così tanta che non ci fermiamo. Ad un certo punto sentiamo dei campanacci. Cos'è? Delle vacche. Ma dove sono? All'improvviso si apre davanti a noi l'immagine delle bestie che brucano ai lati della strada ( e non solo..). Forse stiamo esagerando... La nebbia è troppo fitta, non si vede a più di tre metri. Un'ultima foto, prima di cominciare la nostra discesa, senza sapere nemmeno a che punto del nostro percorso originario siamo arrivati.
Immersi in una nuvola, visibilità azzerata
E' però ora il caso di tornare indietro...
Buttiamo un occhio alla strada..
Scendendo verso Rovereto, decidiamo di fare una deviazione invece di proseguire giù verso la statale, fiduciosi nel meteo che sembra migliorare. Nei pressi di Serrada veniamo premiati! Finalmente il cielo sembra aprirsi su di noi. Ne approfittiamo per scambiarci qualche commento e rilassarci un po'. 
Ed ecco il cielo aprirsi sopra di noi...

Le strade si asciugano prima delle nostre tute antipioggia. Riscendiamo verso Rovereto proseguendo per Piazza e Valduga. I panorami sono suggestivi, l'asfalto leggermente umido e le curve regalano un piacere di guida finalemente ritrovato. A Rovereto ci fermiamo per il pranzo.
Dopo un pessimo trancio di pizza, proseguiamo per l'itinerario programmato: il Monte Baldo.
Dalla SS12 proseguiamo per Mori, da dove inizia una suggestiva strada che ci catturerà come non ci saremmo mai aspettati. Il cielo è sereno, giusto qualche nuvola.
Monte Baldo: luogo che non dimenticheremo facilmente
Seguiamo la Strada Provinciale 3, superiamo Brentonico e saliamo su per il Monte Baldo. La strada si fa sempre più stretta, percorrendola si fa fatica a credere che sia a doppio senso. Non incontriamo un'auto, solo moto: solo tedeschi, olandesi e austriaci. Sarà così per tutto il viaggio, pochissimi gli italiani , sono come al solito gli stranieri a godere delle meraviglie del nostro paese. Il Monte Baldo è sicuramente fra queste. L'atmosfera è sospesa, sarà il silenzio, il paesaggio, la solitudine del posto, ma sembra di essere fuori dalla realtà. Si procede pianissimo, la strada è stretta, toruosa e dissestata. Raggiungiamo un gruppo di tedeschi che scendono godendosi il posto come noi. Proseguiamo dietro di loro per un lungo tratto, avvicendandoci alla testa, tra foto e soste.

Lungo la strada del Monte Baldo
Turisti tedeschi si avvicinano. Solo noi e loro
Ci fermiamo poi in un caffè lungo la strada, con tavolini all'aperto su una terrazza panoramica. Sediamo poco distanti da una curiosa coppia di attempati tedeschi. Anche loro - signore e signora - viaggiano in moto, una a testa, due BMW che ci dicono tanto sul loro spirito.

Le nostre moto e quelle dei due tedeschi

Ripartiamo, ed apprezziamo il tratto di strada utilizzato per le gare di salita nei pressi di Caprino Veronese (peccato che noi lo percorriamo in discesa!). Riprendiamo la SS12 che ci porta a Verona. Dopo aver incontrato Marco e Silvia in centro, arriviamo non senza fatica a casa loro a causa del traffico.Dopo una cena ricercata, non avendo mai visitato Verona, usciamo a mezzanotte per una passeggiata notturna alla scoperta dei vicoli del centro storico.

VIAGGIO AL NORD - Mestre

Quando
12/06/2012
Km percorsi
345
Itinerario
Verona - S11 - VERONA EST - A4 - VICENZA EST - A31 - VICENZA NORD - S53 - Cittadella - S47 - Bassano del Grappa - Cismon del Grappa - Strada Chiusa per Rocca - Arsiè - Fonzaso - S50 - Mezzano - Fiera di Primero - Mis - Gosaldo - Strada chiusa per Titele - Rivamonte - Agordo - S203 - dir. Belluno - Belluno - Ponte Nelle Alpi - SS51 - VITTORIO VENETO SUD - A27 - Tangenziale Mestre - Terraglio - Marocco.
Note enogastronomiche
-



Questa mattina partiamo da Verona decisamente in ritardo. Siamo stati infatti fuorviati dalle previsioni meteo date dal telegiornale la sera prima, secondo cui la giornata sarebbe stata grigia e piovosa… ci muoviamo così solo per le 11.00 , e come se non bastasse, l’uscita da Verona si rivela alquanto lunga.
Non senza difficoltà riusciamo ad imboccare l’ A4 dir. Vicenza. Da lì deviamo per l’A31, dove abbiamo modo di apprezzare l’imponente traffico (quasi esclusivamente pesante) di questa zona. Giunti a Bassano del Grappa, ormai prossimi all’ora di pranzo, ci fermiamo per un panino e rifornimento senza perdere ulteriore tempo. Procediamo in direzione Cismon del Grappa.  

Sosta lungo la statale
Il tempo ci sorprende e dopo un caldo sole ci ritroviamo nel bel mezzo di uno sgrullone estivo.  Per fortuna dura poco! deviamo per Titele, ma la strada è chiusa. Continuiamo poi in direzione di Rivamonte e troviamo strade completamente bagnate.
Arrivati a Mezzano, iniziamo a percepire un’atmosfera da località sciistica... siamo infatti a Fiera di Primero… finalmente due moto! Si tratta di due GSX-R 1000 moooolto sportive… torniamo indietro e ci fermiamo dove sono anche loro a ristorarsi. Sono le 15.00
Sono due olandesi, e hanno delle belle facce da matti (nel senso buono naturalmente!): tute e saponette consumate; quando si accingono a ripartire, notiamo che uno scomodo zaino da montagna è il loro unico bagaglio !!! Per giunta neanche un paracollo! Con quel freddo! Sono partiti facendo urlare i loro motori… ci guardiamo e le nostre facce sono tra lo scioccato e l’entusiasmato.
Decidiamo di soprannominarli gli OLANDESI VOLANTI.
Da lì a poco una grandinata ci sorprende… aspettiamo l’attenuarsi della perturbazione per ripartire.
Verso le 16.30 ripartiamo cmq sotto l’acqua e con le strade decisamente bagnate. Ci aspettano bei tornanti in salita ed altrettanti in discesa in direzione di Agordo.
Una specie di mille miglia con auto d’epoca ci coglie di sorpresa più di qualche volta. Questi bolidi d’altri tempi con le loro gomme primitive sfrecciano a gran velocità in direzione opposta alla nostra, invadendo completamente la nostra corsia e facendoci prendere qualche bello spavento. E poi sono i motociclisti che non hanno rispetto per la strada?!?

Sul punto più alto del percorso nei pressi di Mis il cielo si apre e dopo un paio di foto procediamo ad un ritmo più sostenuto, nonostante la strada bagnata e malmessa.
Qualche breve schiarita lungo la strada verso Agordo
Proseguiamo verso Belluno. Infreddoliti, ci fermiamo per un tè caldo appena prima di arrivare in città. Neanche a dirlo e riprende a piovere, ma riusciamo comunque a lasciarci la perturbazione alle spalle.
Non senza timori da  parte di Daniele prendiamo la statale SS51 anziché l’autostrada per dirigerci verso Treviso nel più breve tempo possibile.
La scelta si rivelerà più che giusta: strada deserta ed asciutta, pochi raggi di sole ormai inclinati all'ora del tramonto, cielo limpido, paesaggio mozzafiato sul lago di Santa Croce.
Arrivati a Treviso prendiamo comunque l’autostrada per via del forte ritardo, e, spremendo per bene i motori, in poco tempo siamo a Mestre dove temperature più miti ci aspettano... assieme a Simone e Camilla, che ci preparano un piatto di carbonara degno dei migliori romani, per farci sentire a casa!



VIAGGIO AL NORD -Friuli Venezia Giulia


Quando
13/06/2012
Km percorsi
305
Itinerario
A27 - Vittorio Veneto Nord - S51 dir. Cadore - Pieve di Cadore - Pelos di Cadore - Laggio di Cadore - S619 - Sella di Razzo - Sauris - La Maina - Ampezzo - Priuso - Monte Rest - S552 - Tramonti di Sopra - Meduno - Maniago - Vivaro - Murlis - Cimpello - A28 - Portogruaro - A4 - S. Stino sul Livenza - Corbolone.
Note enogastronomiche
Locanda c/o campo sportivo Priuso
Prossima meta: Corbolone, frazione di San Stino sul Livenza. Da Mestre, poco più di 50 km. Diventano però 305 se si decide di raggiungerla passando per le Alpi Carniche. 
La giornata è di nuovo grigia: ahinoi, la pioggia ci accompagnerà anche oggi. Da Mestre di nuovo autostrada fino a Vittorio Veneto Nord, da dove imbocchiamo la S51 direzione Cadore. Raggiungiamo Pieve di Cadore, dove ci fermiamo in un delizioso bar per gustare un magnifico strudel casereccio. La sosta ci serve anche per studiare un po' il percorso. Oggi c'è veramente poco di programmato, ma il desiderio di avventura e di scoprire luoghi affascinanti e sconosciuti è comunque grande. Come scopriremo nel corso della giornata, il Friuli si presta infinitamente bene, una regione incantevole, ricca di tradizioni, dove la civiltà sembra sia passata di striscio, senza fermasi troppo. 
Da Pieve proseguiamo per Vigo di Cadore e inizamo la nostra salita per la S619, che preferiamo alla SS52 per Ampezzo. La strada sembra abbandonata da Dio. Attraversiamo la sella di Ciampigotto, dove due curiosi austriaci in BMW si fermano proprio accanto a noi per una foto veloce. Proseguiamo per la Sella di Razzo, che ci regalerà alcuni dei migliori scatti di tutto il viaggio.
Sella di Ciampigotto. Due austriaci si fermano per un veloce scatto proprio accanto a noi

Sella di Razzo

Sella di Razzo
Passiamo per Sauris, il comune più alto di tutta la regione Friuli Venezia Giulia, a ben 1362 m  s.l.m., un'isola linguistica germanofona, che ha potuto conservare intatta la propria lingua e le proprie tradizioni in virtù dell'isolamento che ha vissuto fino a pochi decenni fa.
Da Sauris proseguiamo per Ampezzo. Arrivati a La Maina, indecisi su come arrivare ad Ampezzo, optiamo per la strada più veloce, che però percorre delle avvincenti quanto pericolose gallerie di sampietrini umidi e scivolosi.
Poco prima di imboccare le gallerie


E' già passata l'ora di pranzo e il cielo grigio che ci accompagna da Pieve di Cadore non promette nulla di buono. La fame comincia a farsi sentire, ma non è facile trovare un posto dove mangiare.
Dopo un piuttosto lungo girovagare e qualche indicazione fornita in friulano stretto, nella frazione di Priuso troviamo un piccolo bar/ locanda dove ci accoglie una vecchia ma sagace signora che ci prepara un ricchissimo piatto di pasta al ragù. Ci intrattiene chiedendoci da dove veniamo e fornendoci qualche informazione stradale e suggerimenti su cosa visitare in zona.
Nella locanda, gustando la nostra pasta al ragù

Nel frattempo il tempo sembra peggiorare ancora, indossiamo così l'equipaggiamento antipioggia (cioè dire i nostri vecchi K-way) prima di intraprendere la salita sul monte Rest. Qualche goccia d'acqua ci coglie, la starda tortuosa è completamente bagnata, procediamo con cautela, ma procediamo. 
Tramonti di Sopra, di Mezzo, di Sotto, anche qui qualche impavido motociclista d'Oltralpe non manca.  Passiamo Meduno, e siamo a Maniago. Qui ci ritroviamo all'improvviso sotto una pioggia battente che costringerebbe quasi a fermarsi. La strada non riesce a drenare e la visibilità è molto scarsa, ma proseguiamo per Vivaro, dove ci lasciamo la perturbazione alla nostra destra. Poi Murlis, Cimpello, A28 e siamo a Portogruaro. Da qui, un altro breve tratto di autostrada A4 fino a San Stino sul Livenza, dove il peggiore sgrullone di tutta la settimana ci coglie proprio poco prima di raggiungere casa di mio zio Fabio. Siamo a pochi metri, il tempo di una telefonata per rintracciare la strada di casa loro, e siamo tutti bagnati. Facciamo il nostro ingresso in casa completamente zuppi, ma non siamo nella pelle e raccontiamo loro la giornata appena trascorsa.

martedì 18 settembre 2012

VIAGGIO AL NORD - Il Lago di Garda

Quando

14/6/2012

Km percorsi

350

Itinerario

Corbolone - Motta di Livenza - Oderzo - Conegliano - A27 - SS51 - Longarone - S251 - Forno di Zoldo - Zoldo Alto - Passo Staulanza - Selva di Cadore - Colle Santa Lucia - Caprile - Passo Fedaia - Canazei - Pozza di Fassa - Moena - Predazzo - Cavalese - Molina - Piscine - Lases - Trento - Rovereto - Mori - SS240 - Riva del Garda - S45bis - Limone - Toscolano Maderno.

Finalmente le previsione danno sole OVUNQUE. Di buon'ora siamo già pronti a lasciare la accogliente casa di zio Fabio e Katiuscia.
In partenza da Corbolone

In pochi minuti, anche grazie ai consigli di Fabio, raggiungiamo la A27 passando per Motta di Livenza,Oderzo e Conegliano. Presa l'Autostrada, la lasciamo a VITTORIO VENETO NORD per prendere la SS51 e siamo nuovamente a Longarone. Questa volta svoltiamo per la 251, dove ritroviamo il piacere di guida dopo le ultime. A Forno di Zoldo ci ristoriamo in un bar in un'atmosfera decisamente "dolomitica" e vacanziera.
Forno di Zoldo

Motociclisti (quasi sempre stranieri) scorrazzano in lungo e largo. Riprendiamo la strada in direzione passo Fedaia, per poi ridiscendere verso il Lago di Garda. Attraversiamo il Passo Staulanza, nei pressi di Passo Falzarego (già affrontato da Daniele con un metro di neve in una fredda giornata di aprile nel 2009), ma, ahimé, la tabella di marcia non ci permette di percorrere tutti i passi della zona.
Passo Staulanza. Sullo sfondo il Monte Falzarego

Proseguiamo per Selva di Cadore, Colle Santa Lucia, Caprile. Da qui prendiamo la strada per la Marmolada: siamo a Passo Fedaia. Riconosciamo le piste da sci che lo scorso anno abbiamo disceso in settimana bianca. Davanti a noi il lago di Fedaia e la Marmolada imbiancata qualche centinaio di metri sopra di noi. Perdiamo il conto dei motociclisti tedeschi che cordialmente salutano con un cenno della mano.
Sostando nei pressi del lago di Fedaia.
Il complesso della Marmolada imbiancato dietro di noi
Le condizioni delle gomme della Versys iniziano a preoccuparci davvero
Passo Fedaia e orde di motociclisti che sopraggiungono alle mie spalle
Scendiamo a Canazei, e anche qui storciamo il naso per via di tutte le strade fantastiche (Passo Sella, Passo Pordoi, etc.) alle quali siamo costretti a rinunciare a causa del nostro programma serrato. Ci fermiamo ad uno dei tanti ristoranti turistici per rifocillarci. Approfittiamo della sosta pranzo per consultare il palmare e cercare su internet un gommista lungo la strada verso il Lago di Garda. Le valide Pirelli Angel di Martina sono prossime a diventare slick in più punti. Le nostre valutazioni ci portano a non rischiare, è il caso di cambiarle. Troviamo un gommista molto disponibile a Rovereto, al quale ordiniamo una coppia di Z6 per il pomeriggio (il miglior compromessi disponibile). 
SPRINT GOMMA S.A.S., di Ruele Giovanni & Co. - Via Setaioli, 6 38068 Rovereto (TN). 
A Rovereto per il cambio gomme
Scendiamo la Val di Fassa fino a Predazzo, poi ancora Cavalese: la strada presenta un rattoppo che influisce sul nostro piacere di guida. 
Da Cavalese scendiamo per Trento, passando per Molina, Piscine, Lases, e poi per Rovereto. Qui ci aspetta il nostro gommista per il pit-stop. Neanche un'oretta, ed il cambio gomme è fatto, con tanto di consiglia sulla moto, grasso sulla catena e accortezze varie.
Ripartiamo per affrontare gli ultimi kilometri: Edoardo (unico moto-dotato tra gli amici e parenti a cui facciamo visita), non riesce a raggiungerci, e proseguiamo così alla volta di Toscolano Maderno. Passiamo epr Mori, Riva del Garda, e prendiamo la pericolosissima S45 bis, nonché lungolago: strettissima, trafficatissima e disseminata di tunnel. Impossibile qualsiasi sorpasso.
Sostando lungo la S45bis. Limone sul Garda alle spalle di Daniele

A Toscolano Maderno veniamo accolti da Edoardo, che vive proprio a ridosso della cartiera Burgo dove lavora.
La cartiera Burgo, a Toscolano Maderno
Ceniamo a bordo lago in una bellissima atmosfera nella turistica cittadina di Salò.
Finalmente un po' di relax, passeggiando per Salò

VIAGGIO AL NORD - La Toscana


Quando
15/06/2012
Km percorsi
410
Itinerario

Salò - Desenzano del Garda - Castiglione di Stiviere - SS236 - Goito - Mantova - Mantova Sud - A22 - Modena - A1 - Bologna - Sasso Marconi - SS325 - Castiglione dei Pepoli - Prato - Firenze - A1 - Firenze Certosa - Cassia 4 corsie - Tavarnelle - SS2 - Poggibonsi - Siena - Monteroni d'Arbia - Agriturismo "Ville Petroni".
Note enogastronomiche
Agriturismo "Ville Petroni" - Monteroni d'Arbia, Siena - www.villepetroni.com -

Edoardo è già al lavoro quando noi ci svegliamo. Ci prepariamo e siamo pronti a partire. Sostiamo a Salò per fare colazione. Fino alla sera prima musica, gente e drinks animavano l'atmosfera, oggi tranquilli villeggianti passeggiano per la piazza, attardandosi al bar per il caffè.
Ci sediamo e approfittiamo del tempo a nostra disposizione per studiare il percorso del ritorno, cercando di evitare il più possibile l'autostrada. Forse ce la prendiamo con troppa calma, ripartiamo infatti solo intorno alle 11. La strada che ci porta da Salò a Desenzano del Garda non è più la panoramica S45bis che abbiamo percorso ieri per raggiungere Toscolano Maderno, ma è la trafficatissima S 572, che percorriamo con non poche difficoltà dovute ai numerosi incroci e al grandissimo numero di auto dell'infinità di gente che popola la zona del Lago di Garda in questo periodo dell'anno. 
Da Desenzano proseguiamo per Castiglione di Stiviere passando per la S 567, e poi la S 236 Fermandoci a fare benzina, facciamo controllare la pressione delle gomme: scopriamo che la pressione del mio posteriore era eccessivamente bassa, dopo il cambio di ieri. Riprendiamo la marcia che ci porta a Mantova, non senza difficoltà: traffico, caldo pazzesco panorami piatti rendono lo spostamento assai pesante, era forse meglio l’autostrada? Lungo la strada Daniele scorge un meccanico Ducati e decide di approfittarne per un rapido check alla catena. Effettivamente, aveva bisogno proprio di una bella ingrassata nonché di una tensionata! Dopo tutta l'acqua che abbiamo preso nei giorni passati...
Da Mantova Sud imbocchiamo la A22 del Brennero che ci porta fino a Modena.  Il caldo peggiora ulteriormente, il traffico di mezzi pesanti sull'autostrada è insostenibile. Deviamo per l’ A1, abbiamo deciso di attraversare l’appennino tosco-emiliano tramite il passo della Futa…
Su quel tratto d’autostrada neanche l’ombra di un'area di ristoro,  solo a Sasso Marconi riusciamo a rifocillarci. Accanto a noi quattro austriaci in moto e diretti in Sardegna studiano la strada. Ne usciamo davvero provati. 
Pensiamo così di esserci lasciati alle spalle il tratto di viaggio più pesante, ora ci aspetta qualche curva!!! Tuttavia, ecco l'imprevisto che non ci voleva: proprio pochi km dopo Sasso Marconi, Daniele avverte un problema al cambio: prima, seconda, terza, ma al momento di scalare, la leva non si abbassa più. Ci fermiamo lungo la strada. Ne approfittiamo per mangiare qualcosa in una pizzeria, nel frattempo aspettiamo che un'officina di riparazione di cicli e vecchi motocicli riapra per chiedere in prestito qualche attrezzo. Daniele regola la tensione della catena, e quando riaccendiamo la moto, il cambio sembra essersi sbloccato. Riprendiamo la marcia. Tuttavia, accade quello che temevamo: la leva del cambio tende a peggiorare, solo terza e quarta si possono inserire. Per le altre marce, occorre spegnere il motore e forzare allo stremo sulla povera pedana. Valutando il posto in cui ci troviamo e soprattutto l’orario (sono già le tre del pomeriggio!), Daniele decide coraggiosamente di proseguire il viaggio solo in terza, senza poter mai cambiare marcia. Per fortuna sono quasi tutte curve da 3°! E' facile immaginare il livello di tensione da parte di entrambi: in alcuni punti la strada si fa anche più tortuosa, qualche stretto tornante ci mette in difficoltà, ma l'adrenalina è a livelli talmente alti che riusciamo ad affrontare anche questo. La strada diventa un inferno, non ci riusciamo a godere il percorso, la preoccupazione di rimanere a piedi è tanta e la salivazione è azzerata.
Tornare indietro a Bologna non ci sembra una grande idea, cerchiamo di avvicinarci a Firenze per l’orario di apertura dei meccanici.
Da Castiglion dei Pépoli giungiamo non senza difficoltà a Prato. Qui ci fermiamo per fare una ricerca sul mio palmare per trovare un meccanico dalle parti di Firenze. Troviamo un meccanico ufficiale Ducati proprio a Firenze in zona Bisenzio. Chiamiamo, spieghiamo il problema, e ci  viene detto che deve trattarsi di un problema alla molla del cambio, una cosa piuttosto semplice. Non abbiamo altra scelta che quella di recarci direttamente lì per risolvere la questione. 
Giunti al Ducati Store di Firenze non senza difficoltà per via del traffico e della ricerca della strada, (Via Pratese Interna, 132), lasciamo la moto nelle loro mani. Un meccanico la prende in consegna, la solleva sul ponte e comincia a lavorci con fare da chirurgo. Il motore deve essere aperto. Nell'attesa ci facciamo un giro nello store.
Dopo circa un'ora e mezzo, la moto esce con tutte e sei le marce a disposizione! Molla sostituita, ma, ahimé, è stato necessario effettuare il cambio dell'olio... rigorosamente l' "economicissimo" Shell Ducati. Tuttavia possiamo finalmente riprendere il viaggio, e questa è la cosa più importante in questo momento.
Il monster affidato alle mani sapienti del meccanico Ducati

Risollevati, ripartiamo alla volta dell'agriturismo prenotato qualche settimana fa in località Monteroni d'Arbia. E' tardissimo, lasciamo il Ducati Store alle 19 circa. Chiamo il gestore dell'agriturismo per dirgli che tarderemo per la cena. Dopo un breve tratto di A1, usciamo a Firenze Certosa, e da qui imbocchiamo la Cassia a quattro corsie. Nonostante sia tardissimo, decidiamo di lasciarla alla volta della vecchia Cassia per goderci le curve e i saliscendi di questa fantastica strada al tramonto. I nostri ritmi sono serrati, a volta faccio fatica a stare dietro a Daniele, ci prendiamo qualche spavento, ma l'energia è tanta, dopo una giornata del genere. A volte torniamo sulla 4 corsie per velocizzare i tempi, attraversiamo Poggibonsi, Siena, Monteroni d'Arbia. Qui imbocchiamo la strada che deve portarci al'agriturismo. Il gestore del posto, con cui avevo parlato per telefono, mi aveva avvertita che ci sarebbe stato un breve tratto di sterrato da affrontare. La cosa non ci aveva preoccupati minimamente. Giunti sul posto, però, seguiamo la stradina che dovrebbe condurci a Villa Petroni. Proseguiamo, ma siamo un po' spaesati, ci sono dei casali lungo la strada sterrata, un paio di volte ci fermiamo pensando erroneamente che si tratti del posto che cerchiamo. Il sole sta per tramontare, chiamo nuovamente il tipo del posto, mi fornisce ulteriori indicazioni, manca ancora qualche km alla meta.
Lungo lo sterrato per raggiungere l'agriturismo
Foto al tramonto...

 Proseguiamo, la sera sta scendendo, arriviamo all'agriturismo che è ormai buio, affamati e con un velo di disappunto a causa delle indicazioni poco chiare forniteci dal titolare. Sarà per la tensione della giornata intensa che abbiamo affrontato, e un po' per i rischi che abbiamo corso, mi prende un po' di nervosismo, il momento in cui ci si rilassa e cala l'adrenalina che mi ha accompagnata per tutta la giornata è il più difficile. Ceniamo che sono ormai le 22, aspettavano solo noi. Cerchiamo di rilassarci dopo cena con una passeggiata sotto le stelle, che qui sono luminosissime.








VIAGGIO AL NORD - Verso casa

Quando
16/06/2012
Km percorsi
256
Itinerario
SS2 - Buonconvento - S. Quirico d'Orcia - Cassia - Bagni S. Filippo - Zaccaria - Radicofani - Cassia - Acquapendente - Bolsena - Montefiascone - Viterbo - Cassia Cimina - Ronciglione - Monterosi - Cassia - GRA - Ostia
Note enogastronomiche
Ristorante “Il Pama”, via della Fortezza, 4 53040 Radicofani (Siena)
Ci svegliamo con calma, non mancano più di 250 km a casa.

Riposati e colazionati, ci mettiamo in viaggio. L'idea è quella di pranzare presto per essere ad Ostia per metà pomeriggio. La giornata è assai calda, sulla Cassia incontriamo un po' di traffico, ma dopo il rifornimento, prendiamo nuovamente un bel ritmo, ed in poco tempo percorriamo, come all'andata, la SS2.
Arrivati nei pressi del Monte Amiata, optiamo per una deviazione per goderci qualche curva del posto. Veniamo subito appagati dalle ottime possibilità offerte dalle strade nei pressi di Bagni San Filippo e Zaccaria.
Abbiamo tolto un po' di cera dalle gomme nuove...
Arriviamo a Radicofani per pranzare presso il ristorante "Il Pama" (Via della Fortezza, 4 - Radicofani, Siena). Abbiamo un ottimo ricordo di questo posto, e proprio per questo ci siamo tornati appositamente. Prezzi davvero d'altri tempi e cucina casereccia, di ottima qualità. Siamo i primi ad arrivare - non ce ne stupiamo, dal momento che è solo Mezzogiorno e mezza. Il gestore ci accoglie con calore e simpatia, e come ci aspettavamo, il pranzo è ottimo, ma, oltre a questo, la quiete ed il relax che il posto ci regala sono davvero al di là delle aspettative - complice anche l'aria fresca sull'altura di Radicofani.
Ripartiamo rinvigoriti, sono da poco passate le due. La strada è deserta, andiamo ad un ritmo sostenuto, ma non siamo al limite, anzi, tutt'altro. La strada scorre incorniciata dalle colline, in pochi minuti siamo già nel Lazio. Anche in zone solitamente più trafficate, come Bolsena, Montefiascone e Viterbo riusciamo a mantenere lo stesso ritmo. Deviamo per la Cassia Cimina per prendere un po' di fresco. Durante la sosta sul punto più alto della Cimina che domina il Lago di Vico, a circa 850 m s.l.m., ci rendiamo conto di quanto sia stato bello quest'ultimo tratto. Forse proprio perché sono le tre di un caldo pomeriggio di giugno, e per strada non c'è assolutamente anima viva.
Il resto della strada prosegue senza particolari degni di nota, alle cinque siamo già a casa, con circa 2.600 km alle spalle. Finalmente abbiamo realizzato il viaggio che sognavamo da tanto tempo, e questo ci riempie di gioia.
Davanti al nostro box, alla fine di questo lungo viaggio